All’inizio di The Palace [id., 2023] si preparano i palloncini per l’anno 2000, da lanciare in aria a mezzanotte per la fine del millennio, senza nessuna paura che avvenga l’Apocalisse annunciata dal Millennium Bug. È una sciocchezza, sostiene Hansueli (Oliver Masucci), direttore di un lussuoso albergo a Gstaad, in attesa di festeggiare il capodanno con una grande festa a base di fuochi artificiali, cui è prevista la partecipazione di facoltosi e ricchissimi clienti.

the palace polanski

Hansueli pronuncia la sua arringa in piano sequenza, di fronte al personale convocato d’urgenza. La mdp lo segue da vicino, ad altezza d’uomo, mentre sistema le divise dei valletti e delle cameriere. Tutto deve essere pronto, tutto deve essere impeccabile…

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Senonché, tutto va a rotoli. In cucina, i cuochi non sopportano le critiche dell’aiutante di Hansueli e di Hansueli stesso. Aggiungono sale a capocchia, fanno gestacci dietro le spalle. Il mobile ghiacciato con la grande scritta 2000 non è mai ben centrato. Gli scivoloni sul tappeto rosso disteso lungo la scalinata dell’hotel non si contano. Mr. Crush (Mickey Rourke) trova troppo piccola la sua camera, e insiste per occupare una suite già desinata ad altri. Constance de la Valle (Fanny Ardant) dà caviale da mangiare al suo cane, e questo naturalmente provoca crisi intestinali alla povera bestia – un certo dottor Lima (Joaquim de Almedia), chirurgo plastico ospite dell’albergo, viene subito reclutato per esaminare le feci del cagnolino. I tre scagnozzi addetti alla sicurezza dell’ambasciatore russo sono relegati in una stanza abbastanza lontana da quella assegnata a colui che dovrebbero proteggere. In TV, compare Eltsin in persona, che annuncia il passaggio di tutti i poteri a Putin. Bongo (Luca Barbareschi), pornoattore famoso ora in decadenza, è vittima di un incidente sulla pista da sci. 

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Ma insomma chi è Hansueli? Diciamo che appartiene alla famiglia di direttori d’albergo tuttofare cui per esempio apparteneva il Carlo Carlucci (Clive Revill) di Billy Wilder (Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? [Avanti!, 1972]), e non è un caso che l’interprete (Masucci) sia di lontana origine italiana.

Ma il 2000, dopo tutto, può essere la fine del mondo, con la complicità del vecchio amico Jerzy Skolimowski e di Ewa Piaskowska.

Polanski e Skolimovski, è la vecchia cricca surrealista che si riforma, paradossalmente trasposta in Svizzera, dopo la Polonia degli anni quaranta-cinquanta. Par di vederli in anticipo, nei primi cortometraggi polanskiani, a partire da Rower [id., 1955], il cane incontinente e il pinguino, ma anche altre creature strane. Animali e angeli, uomini e armadi. Fogne e canali. Basta anche leggere Roman (1984), ma in Rower già troviamo una ragazza in bici e ragazzini perversi che ne odorano il sedile. In Due uomini e un armadio [Dwaj ludzie z szafa, 1958], invece, una ragazza alleva un pappagallo, i due uomini mangiano, o tentano di mangiare, pesce secco, i teppisti uccidono un gatto a sassate. Non resta che il ritorno in acqua.

Non sembra esserci invece alcuna possibilità di liberazione in Le gros et le maigre [id, 1961], dove Polanski, anche come attore, condivide con una capra un destino di schiavitù. Balla sì, ma come uno schiavo, agli ordini del grasso. Neppure sa approfittare dei momenti in cui il suo padrone si addormenta.

In The Palace invece, Arthur William Dallas III (John Cleese), uno degli uomini più ricchi del mondo, regala alla moglie (Bronwyn James) un pinguino, che occupa i gabinetti e spaventa il bancario Caspar Tell (Milan Peschel), costretto a farla all’aperto, sulla neve. Dallas III regala alla moglie anche una preziosa collana. Vuole farci l’amore, e ci resta secco. Lei, la moglie, rimane incastrata nel rapporto, e solo l’intervento di Hansueli riesce a liberarla.

the palace recensione

Qui veniamo al punto. Humour nero. Surrealismo. Non è il caso di organizzare i funerali. La moglie di Arthur scongiura il direttore di non farlo. Perché? Essa erediterà tutta la fortuna del marito solo allo scadere dell’anno in corso. Dunque, per dare l’annuncio della morte, occorre aspettare. Hansueli è d’accordo. Arthur verrà portato via in segreto durante la notte dei fuochi artificiali, quando tutti saranno occupati a vederli. Fino ad allora, Arthur deve sembrare vivo, con tanto di sigaro in bocca.

the palace polanski capodanno

Anche a Mr. Crush, peraltro, non va molto bene. Non regge, è colpito da infarto alla vista di suo figlio, venuto a trovarlo con moglie e nipotine gemelle (naturalmente si pensa subito a Shining [id., 1980] di Stanley Kubrick). Non parliamo poi dell’ambasciatore russo, che rimane chiuso per errore nella cassaforte dell’albergo, di cui non esiste un duplicato della chiave.

the palace finale

Hotel dei mostri viventi, qualcuno ha detto giustamente. In The Palace, la farsa funziona fino alla fine. La Svizzera, come l’umanità, non ne esce bene.