NOTEBOOKGli articoli più recenti della redazione

GEOMETRIA DELLA CLAUSURA. “HOKUM” DI DAMIAN MCCARTHY    
di Francesco Pasqua 

Un film legato a una spazialità oscura e angusta, in cui l’orrore non nasce soltanto dall’intrusione dell’irrazionale, ma dallo spazio stesso che si fa trappola.

5 OTTOBRE 2026   |   IN FILM, NOTEBOOK
Geometria della clausura. “Hokum” di Damian McCarthy

Un film legato a una spazialità oscura e angusta, in cui l'orrore non nasce soltanto dall'intrusione dell'irrazionale, ma dallo spazio stesso che si fa trappola.

Il duello non si fa così. Borges, René Mugica e l’unico adattamento che l’autore abbia accettato

Borges ha promosso l'unico adattamento che gli emenda l'errore che si rimproverava - la sbrigatività con cui aveva raccontato un rito che conosceva bene - e che in cambio gli sottrae il suo artificio più caro, il narratore inaffidabile che si smaschera all'ultima riga.

«Ho trovato un posto»: labirinto, fantasma e inconscio in “Backrooms”

Un'analisi del film di Kane Parsons che si concentra su elementi di continuità e discontinuità rispetto al corpus di "Zone" con cui si confronta, nel tentativo di delineare le caratteristiche fondamentali della sua interpretazione dell'inconscio.

Quando la commedia smette di far ridere. La noirizzazione del quotidiano ne “L’appartamento” e “Fuori orario”

La commedia noirizzata non offre alcuna protezione. L’oscurità non è un elemento ludico, ma una forza che emerge in modo progressivo, destabilizzando il sistema dall’interno.

L’estetica contemporanea dell’adolescenza. Come “Euphoria” spettacolarizza la giovinezza

Le prime due stagioni di Euphoria lasciano in eredità non solo un’estetica fortemente riconoscibile, ma anche una controversa rappresentazione dell’adolescenza.

“Resurrection” di Bi Gan: morte e resurrezione del cinema

Resurrection è una sorta di “catalogo cinematografico” che lo spettatore può percorrere grazie alla mediazione del protagonista.

L’indagine esausta. Appunti sulla struttura del giallo contemporaneo

Il "nuovo" cinema giallo torna ai classici del genere, come metodo e visione del mondo, ma senza dimenticare le rivoluzioni culturali degli ultimi anni

“Die My Love”: attorialità fra il simbolico e il performativo

Pur nella sua natura di dramma psicologico dai risvolti onirici e dark, Die My Love di Lynne Ramsey si potrebbe considerare per certi versi un film «performativo».

La Bellezza è dolore: “The Ugly Stepsister”

Il film porta in superficie gran parte della violenza implicita nei costrutti sociali e normativi cui sono state soggette storicamente le ragazze e le donne.

“Il seme del fico sacro”: un thriller politico come manifestazione di un’urgenza espressiva

Il seme del fico sacro è un thriller politico di straordinaria sostanza cinematografica oltre che di impegno civile retto da uno scrupoloso lavoro di ricerca della suspense.

Malattia e santità. Breve riflessione su Franco Maresco e il cinema di Carmelo Bene

In Un film fatto per Bene, Maresco presenta un conflitto – quello tra regista e produttori – la cui causa deriva dalla propria nevrosi e soprattutto dal «peggiore dei mondi possibili»

“Eddington” di Ari Aster: trasfigurazioni del western

Il film di Ari Aster ripropone gli stereotipi del western ricorrendo a soluzioni visive e narrative del cinema contemporaneo.

«C’è un uomo in cucina!»: spazio e orrore in “Weapons”

La lettura che cercheremo di dare a Weapons prescinde dal significato dell’orrore e si concentra sulle sue logiche di propagazione, di impedimento o interdizione, infine di trasgressione o sovversione.

“Material Love” di Celine Song: dinamiche moderne per una rappresentazione classica

Material Love smonta e rimonta modelli della commedia classica aggiornandoli all'era delle app, a favore di uno sguardo nostalgico.

Un’utopia dello sguardo. Intervista al comitato direttivo del Laterale Film Festival

Il Laterale Film Festival torna a Cosenza dal 28 al 30 agosto 2025. Abbiamo incontrato Mattia Leo, curatore della selezione insieme a Mattia Biondi e Mattia Fiorino, per tracciare un bilancio dell'ultima edizione.

Cinema come architettura. “The Brutalist” di Brady Corbet e “Queer” di Luca Guadagnino

Tanto The Brutalist quanto Queer invitano a pensare al cinema come costruzione dello spazio, in relazione sia all’occhio dello spettatore sia all’interiorità dei protagonisti.

Il fascismo. Un estratto da “Schermi del Novecento. La Storia del XX secolo vista attraverso il cinema”

Se il fascismo fu una delle pagine più oscure della nostra Storia, molti film degli anni ‘60 trovarono l’efficace chiave della commedia per restituirne i tic, le ridicole pose e le premesse storico-sociali su cui Mussolini poté fondare il proprio potere.

“Mission: Impossible – The Final Reckoning” di Christopher McQuarrie: appunti di visione

Mission: Impossible - The Final Reckoning di Christopher McQuarrie conclude le vicende di Ethan Hunt precipitandole nel mondo digitale.

“Fuori” di Mario Martone: appunti di visione

Fuori di Mario Martone è un'opera aperta che aiuta a rimettere in prospettiva la filmografia del suo autore.

“The Girl with the Needle”, ovvero la zona di disinteresse

The Girl with the Needle mostra la crisi della società occidentale basata su rapporti di forza economici dove a farne le spese sono le classi più fragili.

Lo sguardo disumano: “Civil War” di Alex Garland

Civil War è un film capace di fotografare un momento di precarietà istituzionale degli Stati Uniti e un trattato sullo sguardo e sul ruolo delle immagini nel contemporaneo

Spettri sacri e demoni erotici in Pasolini. Un estratto dal libro “Charta Sporca, Numero 37 – Fantasmi”

Uno degli autori del Novecento italiano che si è più lasciato interrogare dal sacro è Pier Paolo Pasolini, che ne ha fatto il faro della sua poetica. Un estratto dal numero 37 di Charta Sporca .

True Crime italiano e competenze dello spettatore

Il true crime è un fenomeno di costume diffuso e tentacolare, trasversale per quanto riguarda età e genere (anche se alcuni dati parziali dicono essere a prevalenza femminile).

Body horror e riscrittura del femminile in “Titane”

La protagonista del film di Ducournau decostruisce le rappresentazioni bidimensionali della femminilità, sprigionando un'ironia spietata sugli stereotipi con cui questa viene solitamente raccontata al cinema

“In Heaven, Everything Is Fine”. In memoria di David Lynch

Celebriamo il regista David Lynch, morto il 16 gennaio di quest'anno, con una serie di brevi contributi legati a quei film che più abbiamo amato; singole scene e momenti indelebili che hanno segnato il nostro percorso da spettatori.

La forza estrema dell’amore: “Love Lies Bleeding” di Rose Glass

L’amore trova la sua espressione più dirompente nel lesbismo, inteso come una forza femminea che alimenta il percorso di crescita delle due protagoniste.

L’avvento dell’horror gentrificato

Da anni si parla di “prestige horror” o “elevated horror”, ma forse una definizione più accurata sarebbe “horror gentrificato”.

“Here” di Robert Zemeckis: qui, ora e per sempre

Il nuovo film di Zemeckis è una summa del suo cinema e quindi, inevitabilmente, si articola attorno al concetto di Tempo, che da sempre attraversa l’opera del regista.

«Maschio e femmina insieme»: la figura di Alraune nella Repubblica di Weimar

La figura di Alraune, con l’avvento della Repubblica di Weimar, comincia a farsi carico di ulteriori significati che, al di là del misticismo e dell’esoterismo, soggiaciono al mutato spirito tedesco e ai cambiamenti sociali postbellici.

That’s (Not) Entertainment. Su “Joker: Folie à Deux” di Todd Phillips

Con l'anti-musical Joker: Folie à Deux, Todd Phillips compie un'operazione di distruzione sistematica della figura del protagonista.

Maternale: su “Parthenope” di Paolo Sorrentino

Parthenope, nel film, non rappresenta l’essenza o lo spirito di Napoli ma al massimo ne incarna il principio vitale. O una delle tante anime.

L’illusione della perfezione: “The Substance” di Coralie Fargeat e il corpo femminile come oggetto

Il vero obiettivo di Coralie Fargeat è quello di realizzare un’opera che sappia anzitutto rispettare il genere e i suoi meccanismi, bizzarra, gore e lontana da ogni appiattimento realistico.

Un oggetto magico: “Longlegs” di Osgood Perkins

Perkins dimostra la sua ammirazione per l'imagerie macabra del filone dei cosiddetti thriller "occulti" o "satanici", un elemento che accomuna Longlegs ai film che avevano cercato di capitalizzare il successo di Rosemary's Baby, L'esorcista e Il presagio.

“Revenge”: rovesciare lo sguardo maschile

Prima del body horror The Substance, Coralie Fargeat ha esordito al lungometraggio nel 2017 con Revenge, un film del genere rape and revenge che mira a ridiscutere la rappresentazione della donna nel cinema.

Comme une vie posthume en image… Analisi di “Nostra Signora dei Turchi”

L'analisi di Nostra Signora dei Turchi è l'occasione per mettere in evidenza la specificità del lavorìo registico di Carmelo Bene nell'ambito strettamente cinematografico e mostrare la molteplicità di approcci che ha suscitato nella critica francese.

Oltre “Fury Road”: epica e crisi della materialità in “Furiosa: A Mad Max Saga”

Furiosa: A Mad Max Saga, con protagonista Anya Taylor-Joy, è il rovesciamento dei presupposti da cui è germogliato Fury Road.

Auguri per la tua morte: su “Beetlejuice Beetlejuice”

Beetlejuice Beetlejuice è una sorta di wunderkammer del cinema di Tim Burton, in cui il regista riflette sul lascito del suo immaginario.

Ognuno ha la sua realtà: “Limonov” di Kirill Serebrennikov

Il film del dissidente Serebrennikov sulla figura controversa di Eduard Limonov, tratto da Carrère, si lascia sfuggire il personaggio di mano. Ma non poteva essere altrimenti.

Porno, horror e cinema nella trilogia “X”

Ti West focalizza la propria riflessione sul corpo, in particolare quello dell'attrice Mia Goth, indagato nel confine sottile che separa la vita dalla morte.

“Trap” e il meccanismo dello sguardo

Trap è un gioco di scardinamento postmoderno dei meccanismi narrativi e del rapporto che lo spettatore ha con l’immagine, il cinema, le attese.

Gestazione sacra e madri mostruose: “Omen – L’origine del presagio” e “Immaculate – La Prescelta”

Tra tutte le figure che popolano l’immaginario visivo del cinema horror, la madre è quella più spaventosa.

Tra didattica e tradizione: il colore attraverso il Kanoon persiano pre-rivoluzione (1965-1979)

Come nasce l’istituto culturale Kanoon, come viene veicolato il colore attraverso le illustrazioni, le animazioni e i cortometraggi iraniani, e come si dispiega il carattere cromofilo del Paese attraverso la tradizione, l’educazione e il divertimento.

Alla maniera del noir americano: “Eileen” di William Oldroyd

L'adattamento di Oldroyd reimmagina il romanzo di Ottessa Moshfegh come un noir realizzato tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta.

“Balla coi lupi”: il western neoclassico di Kevin Costner

Esce oggi nelle sale italiane Horizon - An American Saga di Kevin Costner. Per l'occasione, proponiamo l'analisi di uno dei suoi film più noti, Balla coi lupi, un western neoclassicista che, pur abbracciando una tendenza revisionista, ha il respiro dei grandi western classici di John Ford.

Epitaffio per Morgan Spurlock

Una breve riflessione sui documentari di Morgan Spurlock, scomparso lo scorso 23 maggio e spesso accomunato impropriamente a Michael Moore.

Fantasy e nuove estetiche: intervista a Fabian Wagner, direttore della fotografia per “Il Trono di Spade”

Le ultime stagioni del Trono di Spade hanno aperto un dibattito sulle radicali scelte estetiche del direttore della fotografia Fabian Wagner.

Creare il mondo di “Priscilla” di Sofia Coppola: intervista alla scenografa Tamara Deverell

Tamara Deverell ci parla di come ha trasformato Toronto, di come la palette di colori del film rispecchi il viaggio emotivo di Priscilla e del suo processo collaborativo con Sofia Coppola.

Breve studio sulla dimensione cromatica nel giallo erotico italiano

La definitiva affermazione del colore a cui si assiste nei primi anni Sessanta coincide e si intreccia con la nascita di un nuovo filone che prende il nome di “Giallo all’italiana”.

Bellaria Film Festival 2024: Intervista al selezionatore e critico cinematografico Mario Blaconà

Al termine della quarantaduesima edizione del Bellaria Film Festival, abbiamo avuto il piacere di dialogare con Mario Blaconà, che ha condiviso con noi i momenti più significativi della rassegna e le novità di quest'anno.

Cristo in potenza. Scorsese e la Teologia della Storia

I Dialoghi sulla Fede tra Spadaro e Martin Scorsese, e la sceneggiatura in appendice, gettano uno sguardo retroattivo sulla filmografia del regista, utile a individuare la sua visione della Storia.

Dune – Parte due

Villeneuve porta la sua visione “post-umana” del futuro delineata nel primo film fino alla sue logiche conseguenze, offrendo uno spettacolo ambizioso che ignora quasi completamente i pensieri e i sentimenti individuali.

“Una grazia sconosciuta”, di Giovanni Cocco

Il libro Una grazia di sconosciuta di Giovanni Cocco, a metà tra biografia e rievocazione letteraria, offre un nuovo sguardo sulla figura indimenticabile di Jean Vigo.

Sfidare i propri limiti: intervista a Paolo Mereghetti su “Quarto potere” di Orson Welles

Paolo Mereghetti racconta Quarto potere di Orson Welles in occasione della riedizione in sala del più grande film di sempre.

Rohmer/Resnais: la provvidenza, il caso e l’immaginazione

Éric Rohmer e Alain Resnais a confronto: due giganti del cinema apparentemente distanti ma in realtà molto più vicini di quanto si creda.

“Foglie al vento”: l’utopia umanista di Aki Kaurismäki

In Foglie al vento Kaurismäki torna a parlare dei suoi soggetti preferiti: i lavoratori, gli emarginati, gli antieroi, e il cinema.

Humour nero in Svizzera: “The Palace” di Polanski

Humour nero. Surrealismo. La farsa funziona fino alla fine. La Svizzera, come l’umanità, non ne esce bene.

Visioni da un futuro passato: l’estetica «steampunk» al cinema

Il termine «steampunk» nasce e si diffonde in letteratura nella seconda metà degli anni Ottanta e definisce alcune opere di stampo fantascientifico ambientate in un passato immaginario.

“Il ragazzo e l’airone”: un’autobiografia fantastica

La grande differenza tra Il ragazzo e l’airone e le opere precedenti di Miyazaki sta nell’accumulo di simboli e allegorie: una vertiginosa densità di rimandi, citazioni e metafore.

“Il male non esiste” e il Dao di Hamaguchi: Un’interpretazione daoista

Il film mette subito in chiaro che dobbiamo sposare una prospettiva più ampia di quella antropocentrica che adottiamo abitualmente.

Ferro 3 – La casa vuota

Ecco allora che in Ferro 3 alcune inquadrature si caricano di un significato metaforico, diventano simboli di qualcos’altro, coerentemente con la natura polisemantica del cinema.

Itinerari dello sguardo. Un approfondimento sul Laterale Film Festival 2023

Cos’è il movimento al cinema? Sia che si tratti di un itinerario fisico o di un viaggio onirico, come può imbastire un dialogo con la percezione di uno spettatore?

Jurassic Park

Oltre a essere stato uno dei maggiori successi economici di Steven Spielberg, Jurassic Park ha rappresentato appieno l'idea spielberghiana di cinema come viaggio meraviglioso attraverso il fantastico.

Un re a New York

Impossibile non vedere in questa storia di un re in esilio che si trova alle prese con la Commissione per le attività antiamericane un'allusione alle vicissitudini personali dello stesso Chaplin.

Scienza e Pensiero Paranoico. Note sull’epistemologia di “Oppenheimer”

Il rapporto tra scienza e politica nell'ultimo film di Nolan è indagato a partire da un'idea di scienza "strumentale", solo in parte desunta dalle riflessioni dello stesso Oppenheimer.

Dal thriller all’horror: appunti su “Profondo rosso”

In Profondo rosso, lo spiritismo, il fascino per il gotico e per l'irrazionale che domineranno Suspiria si prefigurano già in questo film.

La concretezza delle azioni: su “Rapito” di Marco Bellocchio

In Rapito di Marco Bellocchio vengono al pettine tutti i nodi del rapporto complesso e controverso tra il regista e la religione.

Cinema Speculation, di Quentin Tarantino

Un'autobiografia, per certi versi, se è vero che, come disse lo stesso Tarantino di recente in un'intervista televisiva: «Se scrivi di cinema in un modo personale, è inevitabile raccontare anche la tua storia».

Still Life

Il protagonista di Still Life viene più volte accolto da inquadrature che lo isolano, lo separano, lo dividono dagli altri.

Rivedere “Toro scatenato” oggi

Toro scatenato è un film difficilmente ascrivibile a una corrente, a un genere o a un periodo storico. Le sue immagini sembrano cambiare pelle, modificarsi, riadattarsi.

La formula perfetta – Una storia di Hollywood, di David Thomson

Come anticipa la bellissima copertina dell'edizione italiana Adelphi, La formula perfetta – Una storia di Hollywood prende le mosse da Chinatown di Roman Polanski.

La caduta della dinastia Romanov

Il film non rientra nel cinema di fiction, ma è, in pieno stile Shub, un mastodontico film di compilazione, ovvero fa largo uso di filmati d’archivio, opportunamente tagliati e riordinati secondo un preciso disegno.

Esfir Shub, pioniera dimenticata

Esfir Shub ha ricoperto un ruolo di spicco nell’evoluzione del film di compilazione così come nella catalogazione e nel recupero di materiali di archivio.

L’ultima caccia

La dialettica tra la riflessione e l’istinto, l’intelletto e le emozioni, la parola e l’immagine, il contenuto e la forma è fondamentale se si vuole comprendere il cinema di Brooks.

Decision to Leave

Park sceglie di parlare di amore mettendo da parte gli eccessi di Oldboy, per lasciare spazio a un racconto più intimo, sofisticato, personale, una storia d’amore nella quale le parole io-ti-amo non vengono mai pronunciate.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio film. Il Wittgenstein di Jarman

Nonostante non abbia mai nominato il cinema Ludwig Wittgenstein, attraverso Derek Jarman, può forse dirci qualcosa sulla Settima Arte.

Saint Omer

Il film di Alice Diop instaura un rapporto privilegiato con lo spettatore, chiamandolo a interagire con una vicenda che analizza i complessi legami che uniscono madri e figlie, patria e colonia, legge e inconscio, realtà e mito.

Touch of Crude

In Winding Refn la figura umana, imbalsamata dalla cinematografia ed elevata alla seducente astrattezza del simbolo, si avvicina spontaneamente al mondo della moda.

Nel cuore di tenebra: “Crimes of the Future”

Da sempre, la tecnologia altera la traiettoria e persino la definizione della vita biologica – questo è il vero tema dell'ultimo film di Cronenberg.

Nicolas Winding Refn. La vertigine del fato, di Rudi Capra

La nostra recensione al libro Nicolas Winding Refn. La Vertigine del fato di Rudi Capra.

Il buco

Michelangelo Frammartino è alla ricerca dell’invisibile. Dal buio della grotta dei sogni dimenticati emergono immagini che non avrebbero visto mai la luce.

Gli indomabili

Gli indomabili di Allan Dwan è il primo film ad avere come protagonista il leggendario sceriffo Wyatt Earp.

Blonde: il panottico globulare. Un approfondimento sulla cinematografia del biopic di Dominik su Marilyn Monroe

Si tratta di una cinematografia – quella di Chayse Irvin –, che si propone mimetica all’allucinatoria sequenza di immagini che Dominik ha prefigurato nel suo trattamento di sceneggiatura.

Corpo e aborto. Alcune note su Norma/Marilyn

Blonde porta avanti una riflessione sulla perdita di identità di Marilyn Monroe mostrandoci prima la perdita del corpo e poi la sua trasfigurazione in cinema.

Blonde

Non solo un biopic su Marilyn Monroe o una riflessione sull'America che consuma i suoi miti, quanto un trattato sul ruolo delle immagini ai tempi dell'ipervisibilità.

Femmina folle

Il film traduce visivamente la follia di Ellen sfruttando al massimo le potenzialità spettacolari del Technicolor e delle riprese in esterni naturali.

Laterale Film Festival 2022: Un approfondimento

Il nostro approfondimento con le analisi di alcuni film passati al Festival, dedito al cinema sperimentale.

Heavens Above

Dato che, come sostiene Giorgio Cremonini, il cinema comico è una derivazione-accentuazione della commedia, Srđan Dragojević attua in Heavens Above un duplice sovvertimento del genere.

Crimes of the Future

Un'analisi di Crimes of the Future, di David Cronenberg, che ne considera gli aspetti trascendentali (rifacendosi anche ai film Paul Schrader).

Una nuova idea di Morte: dai fantasmi dell’era digitale al Covid

Com'è cambiata la rappresentazione della Morte: dalla morte come orizzonte mentale nell'era dei fantasmi del digitale al presente sconvolto dalla pandemia di Covid-19.

Come è nato il prestige horror?

Esce in sala Nope di Jordan Peele. Per l'occasione, Kristin Thompson esplora le origini del prestige horror, da Ex Machina a Midsommar - Il villaggio dei dannati.

Memento: tra cooperazione interpretativa e design esperienziale

Christopher Nolan compie 52 anni. Per l'occasione, proponiamo un'analisi di Memento, un film che si presenta come un potente apparato esperienziale, volto a colmare lo iato tra dimensione empirica e mondo testuale.

Il processo

Sono passati 60 anni dall'uscita al cinema del film che Welles ha tratto da Il processo di Franz Kafka. Può essere interessante studiare le scelte di regia e di messinscena che permettono al film di trasporre sullo schermo la logica onirica su cui si regge il romanzo.

“Esterno notte”: l’affaire Moro come psicoanalisi di massa

La seconda incursione di Bellocchio nel sequestro Moro è una monumentale Opera-mondo sull'Italia degli anni '70 e sull'impossibilità di scindere la dimensione pubblica da quella privata.

La furia umana

Il ritorno sul grande schermo del capolavoro di Raoul Walsh La furia umana per la rassegna nel segno del noir di CSC Cineteca Nazionale offre l’occasione di compiere una più ampia riflessione sul Gangster Movie.

I film non sono mai integrali. “L’acquario di quello che manca” di enrico ghezzi

La raccolta di scritti di Enrico Ghezzi sulla televisione è l’occasione per riflettere sull’intero percorso teorico del suo autore, tra i più bizzarri, iconoclasti e emblematici della critica italiana.

KIMI

Il film ci mostra come un’ingegnosa sceneggiatura, una regia raffinata, una colonna sonora imprevedibile e un’interpretazione originale possano far rivivere alcune convenzioni classiche.

«Tieni le mani sul volante, Ashleigh»: Elle Fanning in “Un giorno di pioggia a New York”

Non possiamo divertirci guardando il film di Allen se non siamo in grado di apprezzare l'interpretazione altamente intelligente e acuta di Elle Fanning.

La caduta della casa Usher

Cosa fa Jean Epstein per rendere udibile l’inudibile nel capolavoro del muto La caduta della casa Usher? A distanza di 125 anni dalla nascita del regista, vale la pena riflettere su alcune soluzioni visive usate nel suo film ispirato all'opera di Edgar Allan Poe.

“Spencer”: il fantasma della bellezza

Larraín aveva già girato Jackie, sulla figura di Jacqueline Kennedy. Per Diana Spencer, invece, compie la scelta immaginaria di evocarne il fantasma, e non solo il suo.

Greig Fraser: la cinematografia dell’altro naturalismo

Fraser oggi rilancia una cinematografia ad un tempo 'spettacolare' e ‘timbrica’, accogliendo tutte le tecnologie più recenti nell’armamentario del suo stile, al servizio di registi come Villeneuve o Reeves.

72° Berlinale: un festival del cinema post-pandemico (o quasi)

Per quanto riguarda la selezione, non solo fra le opere presentate in concorso, in questa edizione c’è stata una grande apertura alla partecipazione femminile.

A Serbian Film

In A Serbian Film comico e tragico sono equamente presenti, ma tutt’altro che bilanciati: competono per il dominio, si minacciano a vicenda, a volte si amplificano.

The Beatles – Get Back

Peter Jackson ha definito il suo lavoro «un documentario su un documentario»: in realtà sarebbe più corretto leggerlo come una profonda riflessione sulla forma documentaria.

L’universo di “Mad God”. Alcune ipotesi

Il folle lungometraggio in stop-motion dell'effettista Phil Tippett, frutto di un lavoro trentennale, sembra un corollario alle nostre riflessioni sui multiversi, e insieme una enciclopedia immaginaria di esseri mostruosi.

Old

La suspense che contraddistingue Old si basa su un procedimento attento alla messa in scena e al posizionamento della macchina da presa, affine al metodo hitchockiano.

È stata la mano di Dio

Nel film, l'immagine e la memoria finiscono a volte per coincidere, a volte per sovrapporsi, a volte per sostituirsi o completarsi.

“House of Gucci”: l’elefante nella cristalleria

L'ultimo film di Ridley Scott è l'emblema dell'enorme fraintendimento che affligge la carriera recente del regista. Una riflessione sempre più dissacrante su come l'arte rappresenta la vita.

Michael Mann. Creatore di immagini di Pier Maria Bocchi

Bocchi allarga lo spettro dell'indagine, nella convinzione che oggi lo spettatore non possa essere dispensato dal pensare e vedere per immagini.

Una questione morale – L’ultimo cinema di Woody Allen

Vogliamo discutere dell’ultima fase di cinema di Woody Allen, cercando di mostrare come i film di questo periodo siano una cosa diversa rispetto a quelli precedenti.

Il conformista

Il conformista è un'opera dall'identità ibrida che è riuscita a raccontare l'incontro tra forze psicologiche e sollecitazioni culturali come pochi altri nella nostra cinematografia.

“Benedetta” di Paul Verhoeven: pantomima di uno scandalo

L'ultimo film del regista olandese è una sintesi e insieme una parodia della sua poetica, dove sacro e sessualità, splatter e ironia si mischiano e si confondono.

Dune

Il film di Villeneuve si colloca in quel gruppo di riletture hollywoodiane perverse e superficiali della fantascienza sovietica che hanno assorbito l'aspetto e lo stile di quest'ultima.

Il manichino, la marionetta e l’automa: riflessioni su una “demoniaca” ossessione

Una riflessione sulle figure del manichino, l'automa e la bambola animati nel cinema attraverso alcuni film e autori significativi.

Péter Forgács ad Archivio Aperto: la riscrittura della memoria

La retrospettiva è costituita da 10 film di Forgács che testimoniano da una parte la sua vita privata, dall’altra gli accadimenti storici e pubblici avvenuti tra guerre, esodi, carestie e totalitarismi.

Vever

Vever propone un'idea di cinema come dispositivo tecnico che sia in grado non solo di determinare il modo di conoscere umano ma anche il contenuto stesso della conoscenza.

Nella relazione: la performatività in Gianfranco Rosi e Roberto Minervini

Per comprendere la complessità delle opere di Rosi e Minervini è utile prendere in considerazione il concetto di performatività.

Stare al mondo. Sull’edizione 2021 del Laterale Film Festival (con un’intervista al filmmaker Gianfranco Piazza)

“Esserci” è la parola chiave della quinta edizione del Laterale Film Festival: ritrovarsi dentro un altro mondo, viverne le sensazioni, anche solo per un istante.

Il ragazzo e l’esplosione. Da Evangelion a Your Name, rivoluzione dell’otaku nell’animazione giapponese

Fin dai suoi albori l’animazione giapponese ha conferito un ruolo fondamentale alla figura del “ragazzo”.

Le nuove maschere: frammenti dal cinema italiano di oggi

Nel cinema italiano di oggi, esiste una propensione a raccontare il reale attraverso i caratteri essenzialmente teatrali delle maschere.

Dissennata veemenza: Marx può aspettare e Ungenach

Una strana coincidenza, la quasi contemporanea uscita al cinema del film di Bellocchio e l’approdo in libreria del romanzo di Bernhard, Ungenach.

La pre-visione. Cinema della fine o fine del cinema?

Stravolgendo l'idealismo baziniano, viene spontaneo sostituire la domanda che cosa è il cinema? con che cosa sarà il cinema?

Un home-movie fantasy. Su Lumina di Samuele Sestieri

Lumina di Samuele Sestieri porta avanti un concetto di cinema inteso come rinascita, come luce (lumina, appunto): luce su borghi dimenticati, su persone perdute, su ricordi intimi.

Action! Conversations with Lav Diaz di Michael Guarneri

Il libro di Michael Guarneri racchiude sette interviste condotte nell’arco di dieci anni ad uno dei nomi più influenti dello slow cinema contemporaneo, il regista filippino Lav Diaz.