Ci sono biografie di autori che si trasformano presto in romanzi: attraverso le parole è possibile rievocare periodi storici ormai avvolti dalla nebbia della memoria. Biagio Proietti è uno degli autori più innovativi del nostro panorama cinematografico-televisivo e Mario Gerosa lo omaggia con una monografia che ha il grande pregio di illuminare il tempo che attraversa.

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Il percorso formativo dell’autore romano nato il 23 giugno del 1940 è costellato da folgoranti incontri e fortunosi twist narrativi come in una sceneggiatura da brivido: dopo i radio-days e la passione per gli sceneggiati radiofonici, abbiamo i primi contatti di Biagio con Luigi Di Gianni, noto regista di documentari e le prime collaborazioni con un mostro sacro come Citto Maselli per il quale fa l’assistente alla regia volontario ne Gli indifferenti (1964). Dopo aver scritto il primo soggetto per il film Fai in fretta ad uccidermi…ho freddo (Citto Maselli, 1967) si dipana una lunga carriera che è caratterizzata da un miracoloso equilibrio tra sperimentazione e appeal spettacolare. Se si guarda alle serie televisive dei giorni nostri non si può fare a meno di notare come Biagio Proietti abbia spesso anticipato i tempi con una visione quasi profetica: si pensi al fortunato sceneggiato televisivo Dov’è Anna del 1976 (dal romanzo di Diana Crispo e dello stesso Proietti) che è una pietra miliare per la moderna detection-story seriale; oppure all’opera Storia senza parole (1981) che fa a meno dei dialoghi e riporta l’immagine audiovisiva alle sue origini mute o ancora L’ultimo aereo per Venezia (1977) che amalgama perfettamente realtà documentaria e fiction.

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biagio proietti un felice visionario - 3Sopra, Dov’è Anna; sotto, L’ultimo aereo per Venezia.

Mario Gerosa ha il grande pregio di scrivere un’opera completa, rigorosa, di veloce lettura e di facile consultazione che ha il plusvalore di arricchirsi di due elementi determinanti: il primo è l’intervento di Biagio Proietti in prima persona con dei dettagli autobiografici che permettono al lettore di carpire alcuni dei segreti del mondo dello spettacolo e il particolare percorso della scrittura che si modifica attraverso il contesto storico-sociale; il secondo è l’apporto di grandi firme come Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino ed Enrico Luceri che consentono una migliore definizione critica di sceneggiature seminali come La morte risale a ieri sera (1970) di Duccio Tessari (da I milanesi ammazzano il sabato di Scerbanenco), L’assassino ha riservato nove poltrone (1974) di Giuseppe Bennati, Black Cat (1981) di Lucio Fulci e opere più di intrattenimento che lo vedono regista in prima persona come Chewingum (1984) e Puro Cashmere (1987).

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biagio proietti un felice visionario - 5Sopra, La morte risale a ieri sera; sotto, Black Cat.

Completa il volume una ricchissima bibliografia e una galleria fotografica intensa e commovente. Scritto con la solita passione, ben assemblato nelle sue parti fino a diventare un corpus unico, questo libro su Biagio Proietti è indispensabile non solo ai cultori del genere ma anche passe-partout per entrare dentro il mondo filosofico e ispirativo di un visionario felice che è riuscito a fotografare il proprio tempo e ad anticipare le tendenze.

Mario Gerosa, Biagio Proietti. Un visionario felice, Edizioni Il Foglio Cinema, euro 20.